Chi l’ha visto: il tragico caso di un nuovo accumulatore seriale

Ogni mercoledì alle 21:20 va in onda Chi l’ha visto: questa settimana si tratterà il caso di un nuovo accumulatore seriale.

Chi l'ha visto
Chi l’ha visto torna con il nuovo caso di un accumulatore seriale (iCicero.it)

Quando si verifica l’insorgenza dei disturbi mentali? E quali sono i più diffusi? Le risposte a queste domande sono estremamente complesse e richiederebbero l’analisi di enormi quantità di dati. In alcuni casi, però, si può accedere facilmente ad alcune panoramiche che descrivono in modo riassuntivo alcune condizioni specifiche.

Un esempio sono i dati relativi alla disposofobia, un disturbo da accumulo (DA) che interessa in media tra il 2 e il 5% della popolazione. Con il termine disposofobia (in inglese hoarding disorder) gli esperti descrivono la condizione in cui la necessità di accumulare beni e oggetti va a sovrapporsi al naturale svolgimento della propria vita. Spesso comportando danni alla mobilità, all’alimentazione, alla convivenza, alla pulizia.

Chi l’ha visto: il prossimo caso è quello di un accumulatore seriale

Garage accumulatore seriale
Il garage di Antonio, saturo di oggetti e spazzatura (iCicero.it)

In particolare chi è affetto da questo disturbo tende a lasciare che gli oggetti invadano le aree vitali dell’abitazione, poiché gli risulta particolarmente difficile liberarsene. Esistono numerose forme di disturbo da accumulo: una di queste è l’animal hoarding, anche nota come sindrome di Noè, che ha per oggetto dell’ossessione gli animali domestici.

Nella maggior parte dei casi, però, l’accumulo ossessivo è rivolto a beni e oggetti materiali: ne è un esempio lampante il caso dell’accumulatore seriale che sarà oggetto di interesse nella prossima puntata di Chi l’ha visto. La trasmissione condotta da Federica Sciarelli va in onda ogni mercoledì alle 21:20 su Rai 3 e, nella puntata del 17 aprile, sarà incentrata sul caso di Antonio.

Disturbo da accumulo: una patologia sempre più diffusa

Accumulatore seriale, Antonio vive in un garage umido e saturo di cose e spazzatura, dove è impossibile lavarsi e cucinare e dove non si trova neanche un letto. Nello spot che anticipa la prossima puntata del programma di cronaca si sente l’inviata chiedersi: “ma come fa a vivere qua dentro Antonio? Un garage umido, senza un letto, non ha un posto dove cucinarsi, è impossibile“.

Eppure il suo è solo uno di migliaia di casi simili, su cui i media stanno portando sempre di più l’attenzione. Il noto programma Sepolti in casa, in onda su Real Time, porta sul piccolo schermo proprio questi casi, mettendo in evidenza il forte disagio a cui gli affetti da DA sono sottoposti.

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