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San Felice Circeo

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iCicero: San Felice Circeo - Grotta Guattari

Grotta Guattari

Via Lungomare Circe
04017 San Felice Circeo (LT)

É la più famosa del promontorio, grazie alla importante scoperta che in essa fece nel 1939 il professor Blanc. Dell’esistenza della grotta non si sapeva nulla fino al 24 febbraio di quell’anno, perchè una frana ne aveva ostruito l’entrata da decine di migliaia di anni. Mentre si cavava pietra dalla montagna, alle falde del colle Morrone, improvvisamente si aprì un cunicolo che incuriosì gli operai i quali, strisciando carponi attraverso un cunicolo basso e tortuoso, entrarono nella grotta. Rimasero sbalorditi nel vedere il terreno di quest’ultima pieno di ossa di animali (ne furono contate più di seicento). Il proprietario della zona nella quale si stavano facendo lavori (il signor Guattari) informò il professor Blanc dell’interessante ritrovamento. Egli entrò, il 25 febbraio del 1939, nella grotta scoprendo il cranio che giaceva a terra, circondato da una corona di pietre.
Il professore raccolse il cranio e lo portò a Roma per studiarlo. Notò che presentava due ferite: una sulla tempia destra, sicuramente il colpo che aveva ucciso l’uomo, e un’altra alla base del cranio. Il forame occipitale risultava allargato, come se altri uomini di Neandertal avessero fatto quest’operazione per estrarre il cervello e mangiarlo, a scopo rituale. Il fatto di averlo trovato al centro di una corona di pietre, sembrava confermare la sua ipotesi.
Nel 1989, durante un convegno internazionale tenuto al Circeo, l’ipotesi del Blanc fu completamente capovolta poichè non si sono trovati sul cranio i segni degli utensili in pietra utilizzati per allargare il forame occipitale. Gli unici segni trovati sono quelli dei denti di una iena. La grotta fu, molto probabilmente intorno a circa 50.000 anni fa, la tana di questo animale, lo dimostrerebbero le numerosa ossa fossili ritrovate al suo interno, resti dei suoi pasti. Essa ha trasportato il cadavere dell’uomo o forse solo la testa nella sua tana, ha allargato il foro occipitale ed ha estratto il cervello.
Ulteriore conferma a questa nuova ipotesi, è stata data dallo studio delle ossa fossili degli animali che presentavano anch’esse i segni dei denti della iena.
Pochi giorni dopo la sensazionale scoperta, nella grotta fu trovata un altro interessante reperto umano: una mandibola, e nel 1950 al di fuori della grotta un’altra mandibola umana.
Attualmente il cranio è conservato in una cassaforte ignifuga a temperatura e umidità costanti, al dipartimento di Antropologia dell’Università La Sapienza.


Indirizzo : Via Lungomare Circe - 04017 - San Felice Circeo (LT)