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iCicero la guida turistica di Terracina
iCicero: Terracina - Fonte di Santo Stefano

Fonte di Santo Stefano

Strada Campo Soriano
04019 Terracina (LT)

La località, in cui si trova la fonte che le da il nome, è 526 metri sul livello del mare.
È posta a 5 km. in linea d’aria, a Nord-Est della città di Terracina. Oggi è raggiungibile in auto, o in pullman di piccole dimensioni, con una comoda strada asfaltata che si imbocca in fondo a “La Valle”.
    
L’acqua, ricca di calcio, è freschissima in ogni stagione ed invita greggi e turisti ad una sosta ristoratrice.
L’acqua scaturisce da cunicoli scavati nella roccia dal paziente lavoro di generazioni di pastori. In questo modo è stato catturato lo stillicidio e la condensa sotterranea per arricchire la portata della vena primitiva che sgorgava in superficie.   
   
Una numerosa comunità agro-silvo-pastorale, proveniente soprattutto da Vallecorsa, cominciò a stabilirsi, ad iniziare dal 1800 nel vasto pianoro. Nel dopoguerra le famiglie qui residenti, poco a poco, attratti dalla città, scesero a valle e restituirono alla natura gran parte dei terreni occupati.

Ancora oggi, specialmente in inverno, è possibile incontrare mandrie, greggi transumanti e cavalli allo stato brado di qualche allevatore abruzzese.   
  
Proseguendo per circa un km. in direzione Est, dopo la fonte, si giunge al crinale che si affaccia sul lago di Fondi. Da qui si arriva a scorgere, al di la della duna costiera, anche il mare. La strada asfaltata continua per poco, dopo la curva a sinistra, fino a raggiungere l’antenna del ripetitore. Conviene, fermarsi prima ed arrivare a scoprire il panorama che si apre sull’antico Regno di Napoli.  
  
Proprio sul crinale, sulla destra del sentiero, si incontra uno dei cippi confinari, datato 1846: al di sopra della data erano scolpite le chiavi incrociate, simbolo dello Stato Pontificio. Questa è la prima di una serie di colonnine poste in montagna in punti strategici a segnare la frontiera tra il regno borbonico e lo stato del Papa, di cui Terracina fece parte fino all’unità d’Italia.  
  
Parallelamente al fontanile una vasta depressione allungata è il risultato della fusione di due grosse doline (uvala). Il pianoro che si stende al di là, sul lato Sud della depressione, immette in una comoda mulattiera verso Terracina  
  
Questa mulattiera arrivava fino a Terracina, ora si segue agevolmente fino a località “Mammolini”. Era questo l’antico itinerario percorso da carbonai e legnaioli che rifornivano la città. Ancora oggi si riconoscono gli spiazzi adibiti ad antiche carbonaie.   
  
È possibile raggiungere la Fonte di Santo Stefano utilizzando gli antichi sentieri.
Quello più comodo si imbocca dopo aver raggiunto “La Ciana”, da cui, prima di raggiungere il crinale, si gode di un ampio panorama.
Per raggiungere questa località si segue la strada che sulla destra costeggia il muro del cimitero, prima dell’ultimo tratto in salita.  
  
Il sentiero (marcato da un dischetto bianco ed arancione) si imbocca dopo aver raggiunto il tratto pianeggiante al di là del crinale. Il sentiero aggira sul versante orientale il Monte Giusto. Prima di addentrarsi nel bosco puntando a Nord, esso si apre alla vista sulla Piana di Fondi.   
  
Un altro sentiero, marcato allo stesso modo, è concepito per un percorso circolare: si diparte dalla fine del pianoro descritto dalla foto n. 7, raggiunge le località di “Mammolini”, “Tignano” e quindi, “La Ciana”. Da qui si potrebbe anche proseguire a piedi in direzione di Terracina costeggiando il canalone che si trova tra Monte Sterpano e Monte Croce.

Il regno delle orchidee selvatiche  
  
Santo Stefano è il regno delle orchidee selvatiche. Nei prati e lungo i sentieri, se ne possono incontrare, nei mesi che vanno da Marzo a Giugno, almeno sei generi (Aceras, Anacamptis, Ophris, Orchis, Neottia, Serapias) che comprendono le oltre venti specie diverse qui presenti.  
Ecco alcune delle specie più appariscenti, ma anche di più facile reperimento: 

Orchis italica 
Orchis holoserica

Serapias lingua
Ophfris tyrrena

Orchis provincialis
Ophris sphegodes

Neottia nidus avis  
  
  Sono presenti anche altri esemplari botanici rari: tra questi l’olivella sericea (Daphne oleaefolia), dalla forma cespugliosa, che si trova ai bordi dei sentieri, quando ha alle spalle il bosco e di fronte il sole. ‘E specie protetta dalla Regione Lazio (L. R., 19 sett. 1974, n. 71).  
  
Anche la linaria purpurea (Linaria purpurea) è pianta protetta dalla stessa legge.
Se ne raccomanda, per questa, come per tutte le specie segnalate, l’estremo rispetto, perché quasi tutte rischiano l’estinzione sull’intero territorio nazionale  
     
Per eventuali, ulteriori informazioni si può contattare la sezione del WWF di Terracina.


Indirizzo : Strada Campo Soriano - 04019 - Terracina (LT)